TESTIMONIANZA
II
Faccio parte di questa Associazione da sei anni.
La mia è stata una scelta molto ponderata,
dettata dal desiderio di aiutare le persone che si
trovano ad affrontare una nuova realtà di vita
così drammatica.
Ritengo il volontariato un gesto di solidarietà
e di sostegno ”voluto” con un preciso
atto di volontà, che può nascere sia
da un sentimento umano, che da una motivazione religiosa
verso i più deboli, laddove molto spesso manca
l’aiuto delle strutture pubbliche.
Personalmente mi sono avvicinata al volontariato dopo
la perdita di una persona cara: ho cercato di trasformare
questo dolore in un'occasione per dare amore.
Ho imparato ad avvicinarmi al malato con discrezione,
rispetto e umanità; ho sperimentato l’importanza
di riuscire a creare anche un solo attimo di gioia
per chi è afflitto. Assistere chi soffre mi
ha aiutato a riflettere sui limiti e sulla precarietà
della vita terrena; mi ha fatto crescere interiormente.
Chi si trova nel dolore è come una spugna capace
di assorbire qualsiasi situazione gli venga trasmessa;
quindi è molto importante che chi si avvicina
a questi pazienti trasmetta loro serenità infonda
loro fiducia, si ponga loro con umiltà, e usi
sempre la discrezione.
Ci si accorge della loro gratitudine da un sorriso,
da una stretta di mano prolungata, da uno sguardo
lucido.
Particolare attenzione va riservata alle famiglia
dell’ammalato, che molto spesso si ammalano
insieme al proprio caro, e che hanno bisogno di sostegno
globale. Queste sono spesso costrette a dividersi
per i lunghi tempi della malattia, con gravi disagi
provocati dal fattore economico, dalla lontananza
dalle proprie città, dal lavoro, dallo studio
,ecc., ma che allo stesso tempo devono essere in grado
di aiutare l’ammalato con quela serenità
che infllluirà positivamente nel recupero.
Molto spesso, ho notato che i malesseri di tanti pazienti
sono accentuati dai problemi familiari; quindi ritengo
importantissimo il supporto alle famiglie.
Io ho ancora contatti telefonici ed epistolari con
alcune famiglie nonostante le dimissioni dell’ammalato
siano avvenute diversi anni orsono; questo, insieme
ad altri, è un motivo per cui dopo sei anni
sono ancora una componente dell’Associazione
A.R.CO.92.
vedi anche: