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Presentazione al Parlamento di una proposta di legge nazionale avente ad oggetto "Regolamentazione dell'astensione retribuita dal lavoro per un familiare del paziente comatoso" Approvata in Consiglio Regionale del Lazio il 22 febbraio 2000 - Delibera C.R. n. 663 del 29.2.2000 di iniziativa:
REGOLAMENTAZIONE DELLA ASTENSIONE RETRIBUITA DAL LAVORO PER UN FAMILIARE DEL PAZIENTE COMATOSO Il Consiglio Regionale
Delibera di formulare al Parlamento, ai sensi dell'articolo 121, secondo comma, della Costituzione, dell'articolo 6, secondo comma, n. 2), dello Statuto e dell'articolo 88 del Regolamento consiliare, l'allegata proposta di legge avente ad oggetto "Regolamentazione dell'astensione retribuita dal lavoro per un familiare del paziente comatoso". Art. 1 (Finalità)
Art. 2 (Beneficiari)
Art. 3 (Astensione retribuita dal lavoro, part-time e aspettativa)
Roma 1° febbraio 2000 RELAZIONE Il trauma cranio-encefalico grave determina spesso una condizione di coma che può prolungarsi per giorni, settimane o mesi e determinarela più temibile condizione di uno stato vegetativo persistente. Uno stato di coma può inoltre essere causato da una ipossia cerebrale grave (come nell'arresto cardio-respiratorio, nell'asfissia, nell'annegamento, nelle intossicazioni e negli incidenti anestesiologici), da ischemie o emorragie cerebrali estese, (ictus cerebrale con coma, emorragia subaracnoidea da rottura di aneurismi cerebrali), da infezioni cerebrali (encefaliti, meningoencefaliti, ascessi cerebrali) e infine di tumori cerebrali. Già solo i traumatismi cranio-encefalici rappresentano una patologia drammaticamente in crescita, per un totale di oltre 1.000.000 di nuovi casi ogni anno, sopratutto a seguito di mincidenti stradali, che interessano generalmente una fascia di età giovane, con prevalenza tra i 14 e i 35 anni, e con una incidenza di circa 40 volte superiore al trauma spinale. Il trauma cranio-encefalico e il coma più in generale determina conseguenze dipendenti dalla sede ed estensione del danno cerebrale, ma che possono sintetizzarsi in deficit neuromotori, cognitivi e comportamentali. Lo stato di coma richiede in genere un prolungato ricovero in Rianimazione e Terapia Intensiva, talvolta con necessità di trasferimento in Neurochirurgia, per interventi di evacuazione di ematomi cerebrali, revisione di focolai contusivi traumatici o altre complicanze secondarie al trauma. Tali ricoveri vengono inoltre ulteriormente prolungati, oltre che per la necessità di assistenza delle fuznioni vitali (respirazione automatica mediante ventilatore meccanico), anche da frequenti complicanze febbrili infettive, secondarie ad una generale compromissione centrale delle difese immunitarie, che possono aggravare ulteriormente il danno cerebrale primario. In aggiunta al prolungato ricovero in Rianimazione o Neurochirurgia, il traumatizzato cranico grave o comatoso più in generale richiede tempi molto lunghi di riabilitazione, con una durata di diversi mesi in regime di ricovero e di diversi anni in regime ambulatoriale. E' intuitivo quanto una patologia di tale gravità e complessità coinvolga direttamente i familiari più vicini, che spesso rappresentano anche un elemento determinante nel programma riabilitativo del paziente, sopratutto se molto giovane. Dopo il coma infatti si ritiene che la presenza dei familiari sia lo stimolo qualitativamente più significativo rispetto a qualsiasi altro approccio riabilitativo e viene spesso richiesta dal riabilitatore come parte integrante del programma di recupero del paziente. Il trauma cranico è un "affare di famiglia", come più volte sostenuto anche nella letteratura internazionale. |
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