Casino terrestri in crisi per colpa del gioco online

Casino Saint Vincent

È proprio il caso di dire che il “piatto piange” per i casinò terrestri, in pratica soppiantati dal superenalotto, gratta e vinci, dal gioco online e cosa che sembra assurda dal divieto di fumare nelle sale da cui è nato il “Rien ne va plus”. I dati degli incassi, anche se non tremendi ma certo non positivi. Inoltre, la grande attività dei produttori di giochi online che in questi ultimi anni hanno affilato sempre più le strategie, con un’offerta di gioco sempre più variegata, da slot machine di ogni tipologia tematica fra le più classiche e innovative, oltre all’avvento dei casinò live, dove il giocatore può comodamente giocare dal suo luogo preferito e interagire con i croupier in carne e ossa e con gli altri giocatori seduti ai tavoli di blackjack, roulette e altro ancora.

A tutto questo si deve anche aggiungere la convenienza di giocare online rispetto ai casino terrestri, un Payout molto più elevato e una continua offerta di promozioni come i bonus di benvenuto e extra, infine i costi, in pratica nulli per chi si accinge a giocare online che in pratica sono nulli, mentre per giocare nei casino terrestri è necessario spostarsi e questo genera costi molto onerosi per la clientela.

Fra i casinò terrestri italiani, quello che sembra messo peggio è Saint Vincent sotto di ben 38 milioni di euro e ce ne vogliono almeno 15 milioni per cercare di andare avanti. Le due sedi veneziane viaggiano a circa 2 milioni di euro di deficit. Il futuro sembra sempre più nero per le storiche case da gioco. Tantissime le problematiche sindacali, il casinò di Sanremo ha incentivato l’uscita di ben 60 dipendenti fra i 320 attivi. Saint Vincent deve trovare un accordo e trovare dei finanziamenti a rischio ben 264 collettivi licenziamenti. Le sedi storiche di Venezia (Cà Noghera e Cà Vendramin), per non tagliare il numero di dipendenti taglia tutto il, resto. I dati dei casinò sono davvero neri: Sanremo un -0,35 (45 milioni); Campione +3,3 (95 milioni) e Venezia +2,86 (95 milioni).

Il piatto piange ovunque nei Casinò tradizionali

La sala da gioco terrestre messa davvero male e in pericolo è St. Vincent, dove davvero rischia il drappo nero sui tavoli da gioco. Il 99% della proprietà è regionale, il Consiglio è diviso fra chi sostiene e chi vuole chiudere. Nel frattempo, i lavoratori della casa da gioco hanno già accettato (con ben 2 referendum) il taglio degli stipendi ma non sono d’accordo per quanto riguarda i licenziamenti.

Non è d’accordo il segretario generale della Cgil Valdostana Domenico Falcomatà: “Come sempre sono i lavoratori a pagare per impostazione ormai vecchia dei casinò. Occorrono oltre 103 milioni di euro per una radicale ristrutturazione degli impianti. I casinò terresti esteri preferiscono investire sull’intrattenimento, mentre in Italia si pensa solo al gioco”. A Venezia stanno assumendo personale asiatico (più cinese) per rendere, all’estero l’idee sono altre, infatti il Casino di Montecarlo fra i tanti tavoli verdi ha esibire Beyoncè, per non parlare dei casinò americani (Las Vegas) dove gli aerei arrivano a tutte le ore, le slot machine non sono mai poco frequentate e i rulli girano continuamente e se sei seduto da diverse ore a giocare ti offrono drink e suite.